NOTA! Questo sito utilizza i cookie tecnici.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.  Per saperne di piu'

Sensazioni varie... quando incontro in ospedale Abo Gresghier, il vecchio guardiano che è morente, oppure la giovane donna malata terminale di AIDS, o ancora Zerai, uno dei primi tecnici della manutenzione che sta male dopo una cura per prevenire la tubercolosi tra i malati di aids, imposta dal Ministero della Sanità, che però non sta dando buoni risultati. Tante persone che salutano sinceramente, altri che, mentre ti salutano e ti danno il benvenuto, chiedono aiuti di qualsiasi tipo: occhiali, un bue, contributi per un tetto da riparare, per una porta per finire la piccola stanza che sono riusciti a costruire o qualsiasi cosa, come se fossimo quelli che portano solo soldi. Uno porta la fotografia di 20 anni fa, di quando lui faceva parte del consiglio del villaggio e ci aveva aiutati ad avere la terra e quindi adesso chiede il conto: dovete aiutarmi ora che sono vecchio. Una sensazione ti prende: quella di non aver saputo trasmettere la gratuità del dare e ricevere reciproco, forse abbiamo sbagliato tutto e continuiamo a sbagliare… La fila delle persone che chiedono è lunghissima, tra loro, in silenzio, in un angolo, c’è una donna molto anziana che non riesce a raggiungerci. Siamo stanchi, decidiamo di chiudere l’ascolto delle richieste per oggi, e lei è là, con un fagotto in mano, e quando esco chiudendo la porta alle spalle chiama e dice: io non voglio chiedere nulla, voglio solo dare questa... e mi mette una gallina in mano. Mi commuovo e apro di nuovo la porta per ascoltare questa anziana donna che si è fatta 7 km a piedi per venire a dire grazie perché 16 anni fa non solo l’avevamo curata, ma ci eravamo presi cura di lei, che tutti ritenevano spacciata, tenendola in ospedale per tre mesi in coma e nutrendola come una mamma col bambino, come diceva lei. Subito non ricordavo bene, ma poi ho ricordato che questa donna era andata in coma dopo che due figli e il genero erano stati uccisi in guerra. La sensazione è quella di meraviglia e di una grande gioia: come quella, forse, che Gesù ha avuto quando solo uno dei dieci lebbrosi guariti è tornato per ringraziarlo. Lei ha capito che l’amore gratuito donato deve essere ricambiato col poco che si ha, ma soprattutto col poco che si è, che l’Amore è un dare e ricevere gratuito. 

La gente ti invita a casa e non sai se lo fa perché davvero ti vogliono bene o per chiederti qualcosa.  E non so pensare bene di tutto ciò e questo è sbagliato, perché questa gente soffre davvero tanto e chiede soltanto quello che gli è stato tolto ingiustamente. Nonostante alcuni figli siano all’estero e mandino qualche aiuto, qui la vita è davvero dura e comunque i soldi che mandano servono per fare scappare l’ennesimo figlio, che nel frattempo ha l’età giusta per tentare la roulette russa della traversata del Mediterraneo. E non sai cosa dire, e non sai se continuare a dare l’aiuto o meno perché chi resta qui comunque deve sopravvivere alla schiavitù, alla  prigionia, al pane razionato, al cibo che gli viene tolto senza ragione, ai trasporti che non ci sono e che non ti consentono nemmeno di arrivare all’ospedale, a meno che qualche vicino non ti presti il suo cammello e qualcuno compassionevole ti carichi in questa specie di ambulanza  fatta di due  mezzi fusti caricati sul dromedario, in cui uno fa da barella e l’altro è caricato di sassi per controbilanciare il peso del malato. È così che, ancora nel 2016, si vede arrivare in ospedale un anziano paziente, dopo aver percorso per più di tre ore i viottoli e le strade improbabili dei villaggi.

Ti prende la voglia forte di restituire giustizia contro questa iniquità, ma non riesci a capire davvero cosa fare.

Girare per trovare qualcosa da mangiare per questi poveri è pericoloso è proibito. Nelle periferie di Asmara, vendono sorgo e lo compriamo, arriva al villaggio ma è pieno di vermi...alcuni si arricchiscono così, senza scrupoli di fronte alla povertà. Il sorgo quindi va restituito, ma l’autista ha già avuto problemi all’andata, perché non si possono portare con il camion più di 5 quintali mente lui ne aveva 90. Hanno preso la sua targa non vuole fare più viaggi. In qualche modo ci mettiamo d’accordo il sorgo serve subito per i nostri malati più poveri. Il governo vuole acquistare tutto il raccolto dei contadini per rivenderlo al prezzo maggiorato, ma i contadini cercano di venderlo di nascosto, così i controlli si sono fatti più serrati con i commercianti che comprano e non possono rivendere. Negozi sequestrati, gente in carcere, a volte innocenti accusati senza nessuna ragione solo per vendette personali. Una situazione incredibilmente strana con i prezzi alle stelle: un tè a 7 nakfa, 1 kg di peperoni 100 nk, i pomodori a 25nk, la farina 40 nk al kg all ingrosso e cosi il riso, il sorgo a 22 al kg ecc con il cambio a 16 nakfa per euro e uno stipendio che quando c'è ed è buono può raggiungere un migliaio di nakfa (60 euro). Non c’è luce, ne' acqua da mesi e la nafta si vende ad ogni angolo di contrabbando, a prezzi che arrivano a 50 nakfa a litro, al cambio ufficiale oltre 3 euro. Il cambio in nero infatti impazza, man mano che i soldi escono dalla banca la gente non li fan rientrare e così il governo è sempre senza soldi. Si dice in giro che visto che i nakfa sono di nuovo spariti dalla circolazione li vogliono cambiare di nuovo, aggiungendo disagi ai più poveri che si trovano senza soldi per qualsiasi cosa.

I bambini sono una gioia con quegli occhi sgranati che accrescono la bellezza e l’espressività incredibile, il cielo incredibilmente stellato, infinito: the stars are in the sky... fantastico e poi si pensa con nostalgia al tempo passato e questa gente che non si scuote dal torpore quasi inerme di fronte ai soprusi ripetuti e incredibili. Si è impotenti di fronte al commerciante senza scrupoli, di fronte alle situazioni assurde di ruberie e al darsi da fare in tutti modi leciti o no. E noi?  La gente che chiede mendica senza dignità o con dignità, ma mendica inesorabilmente: chiunque, anche i “ricchi”, chiedono qualcosa, per lo meno pace, un po’ di tregua… c'è bisogno di speranza.

Oggi è morta Asli, una bambina disabile sostenuta da anni, che era diventata una donna di 25 anni, che abbiamo sempre seguito; ed è morta la donna di 32 anni malata di AIDS ed è morto il Vescovo Zaccarias... giovani e anziani accomunati da una più o meno lunga parentesi di vita. Ma questa parentesi non sappiamo perché deve essere vissuta in modo differente nelle diverse nazioni, come spesso anche nello stesso paese la differenza enorme è fra ricchi al potere e poveri, anche fra suore e frati, che però almeno fanno qualcosa per gli altri, e la gente comune. Privilegiati dalla vita e povera gente, sazi e affamati, mendicanti di tutto e ricchi di tutto. E ti chiedi cosa fare, e ti chiedi cosa fare. Ma certo qualcosa da fare c’è: facciamo conoscere, denunciamo come vivono questi fratelli, lottiamo per dare loro l’opportunità di una vita degna di questo nome.

 

Per chi volesse continuare a leggere e informarsi sull'Eritrea, consigliamo questi articoli:

 

http://www.mondoemissione.it/tag/eritrea/

http://www.mondoemissione.it/africa/prigione-eritrea/

AMI logoscritta sfondo

  Indirizzo

Corso Matteotti 62, Faenza

48018 Italia

  Telefono

+39 0546 29846

Seguici anche su...

Newsletters