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Lilly Missionaria dell’AMI è tornata alla casa del Padre.


Non avrei mai pensato di scrivere qualcosa in occasione della morte di Lilly perché lei è e rimarrà viva nel
nostro ricordo. Come si può dimenticare una persona che solo a guardarla ti faceva crepare da ridere con le
sue battute, con la sua allegria. Una persona che ha messo tutto il suo impegno nel servizio amorevole ai
malati che cercavano sempre lei, perché anche se non sapeva bene la lingua si faceva capire benissimo,
nelle corsie dell’Ospedale di Digsa in Eritrea. Ci è rimasta per 16 anni come infermiera professionale fino a
quando ci hanno espulso. E’ rimasta a Digsa durante la guerra, ha portato avanti da sola l’ospedale quando
ci hanno ferito… Poi tornata in India subito a lavoro nel dispensario di Cochin e poi a Chanda nella nuova
missione, ma pronta a ripartire per la Tanzania quando è stato richiesto un aiuto per lo studentato. Sempre
disponibile al servizio all’internazionalità della famiglia per cui era pronta ad andare dovunque c’era un
bisogno. Durante la malattia di Pia è venuta a darci una mano in Italia. Poi ultimamente a Meghalaya dove
faceva l’insegnante e dove ha avuto l’infarto che l’ha portato alla morte.


Ringraziare è banale si ringraziano quelli che ti fanno un favore, ma tu di favori non ne facevi perché il tuo
modo di essere era tutto gratuito il tuo modo di fare a volte un po' scanzonato e brusco a volte capace di
grande tenerezza suscitava simpatia a piccoli e grandi. Comunque Grazie e… un arrivederci la dove tutti
siamo destinati. Ti abbiamo tutti voluta bene e tu adesso che sei con Lui chiediGli con le tue solite battute
di dare a tutti noi e al mondo un po' di pace.

 

ambulatorio e medicheria 15

Sabato 9 Ottobre in Piazza del Popolo a Faenza si è svolto l'evento "Corridoi Umanitari, un'alternativa alla paura" promosso da AMI in collaborazione con la Comunità Papa Giovanni XXIII. Nei due gazebi allestiti si potevano incontrare volontari e missionarie che con i racconti delle loro esperienze di accoglienza hanno avuto modo di sensibilizzare la cittadinanza su un tema così attuale come quello dei Corridoi Umanitari.0db85962 fc44 4e2d 8a61 df66845e7ab8

Il progetto dei Corridoi Umanitari, realizzato dalla Comunità di Sant’Egidio con la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, la Tavola Valdese e la Cei-Caritas, ha come principali obiettivi:

  1. evitare i viaggi con i barconi nel Mediterraneo;
  2. impedire lo sfruttamento di chi sfugge da guerre o persecuzioni da parte di trafficanti di uomini senza scrupoli;
  3. concedere a persone in "condizioni di vulnerabilità" un ingresso legale sul territorio italiano con visto umanitario e la possibilità di presentare successivamente domanda di asilo. 

La nostra casa di Fognano dove ospitiamo donne eritree con i loro bambini è testimone di come un progetto possa donare serenità e speranza a chi scappa da un paese dove la guerra e la dittatura sono il filtro attraverso cui si guarda al futuro.

In piazza erano presenti anche alcune delle famiglie impegnate in questo progetto insieme ai ragazzi da loro accolti che hanno avuto l'occasione di farsi conoscere dalla comunità. Due salotti all'aria aperta che per il pomeriggio di sabato sono stati testimoni di come l'integrazione sia possibile.

 

L'integrazione è stato anche 366f5e37 8d63 43a0 8445 e777cfc43c7eil tema dell'incontro tenuto dal prof. Stefano Zamagni nella sala consiliare del Comune alle 19 e preceduto da un breve intervento dell'assessore al Welfare, Europa e Smart City del Comune di Faenza  Davide Agresti. L'incontro ha riscosso una notevole partecipazione e ha suscitato molto interesse tra i presenti, dimostrando che si è trattato di un evento arricchente per l'intera comunità.

APPELLO PER BUKUMBI 1

APPELLO PER BUKUMBI 2

APPELLO PER BUKUMBI 3

  • Puoi usare il bollettino postale 
  • Puoi donare via banca: 

Amici Mondo Indiviso ODV

IBAN  IT09  A  08542  23700  000000020456

Causale: Donazione progetto Bukumbi

  • Da quest’anno, puoi donare anche con carta di credito, paypal e satispay alla pagina

www.amici-mondo-indiviso.org/bukumbi2020g/ b u k u m b i 2 0 2 0


arrivo a fiumicino

 

L’AMI ACCOGLIE SETTE PERSONE (TRE MAMME E QUATTRO BAMBINI) ERITREI ARRIVATI CON I CORRIDOI UMANITARI.

Il Vescovo Mario  nella casa AMI di Fognano per Incontrarli.

Ora c’è una giraffa gialla e marrone appesa al muro di casa AMI a Fognano. Sullo sfondo ha le colline verdi e marroni del novembre del nostro paesaggio. L’ha disegnata Noah. Noah ha dieci anni, negli ultimi 4 anni scappando dall’Eritrea, ha attraversato altri due Paesi africani con la mamma. Il 10 novembre è partito con la mamma ed è giunto a Fiumicino grazie ai corridoi umanitari. Noah, la sua mamma, con altre due mamme e tre bimbi vivono ora a Fognano. Più di un anno fa l’AMI ha dato la disponibilità ad accogliere donne e bambini provenienti dai campi profughi dell’Etiopia. Il covid ha rallentato ma non impedito questo progetto. Così l’11 novembre, memoria di san Martino, questo progetto si è concretizzato. Mamme e bimbi ora sono sereni e sorridenti. Tanti volontari di Fognano e dintorni ci hanno aiutato e ci aiutano nell’ospitalità. Hanno terminato la quarantena fiduciaria (nonostante due tamponi negativi) ed inizia il cammino verso la loro integrazione nella società italiana: la scuola per i due più grandini, l’asilo per i piccolini, il percorso verso l’autonomia e la ricerca di un lavoro per le mamme.

Il progetto dei corridoi umanitari nasce da una collaborazione fra Caritas, Comunità di sant’Egidio in accordo col Ministero degli Interni, con un piccolo rimborso spese erogato da CEI e chiesa Valdese. Permette alle persone collocate nei campi profughi di raggiungere l’Europa senza attraversare il deserto, senza i soprusi in Libia ed i rischi del Mediterraneo.  Da giorni la regione del Tigray, in cui ci sono i campi profughi è in conflitto con Etiopia ed Eritrea, e di nuovo, centinaia di migliaia di profughi sono costretti alla fuga. La serenità di Noah e dei suoi ‘amici’ fa bene, ma non può distoglierci dal pensare (e agire) verso gli eritrei ancora senza ospitalità in un paese sicuro.

Vorremmo, come AMI, ringraziare  la parrocchia di Fognano e il paese, per l’accoglienza, gli scout della Val Lamone, i ragazzi di Mani Tese, le caritas parrocchiali di Fognano e Marradi, le maestre e tanti volontari che si impegnano ad accompagnare queste mamme e questi quattro bambini nel loro percorso di inserimento in Italia.

Il nostro Vescovo Mario Toso  ci ha appoggiati in questa iniziativa e mercoledì scorso ci è venuto a trovare, trascorrendo un po' di tempo familiarmente con i bimbi e assaggiando il caffè eritreo: che richiede un vero e proprio 'rito' nella preparazione. Lo ringraziamo per la sua presenza paterna che ha conquistato subito i bambini. Queste persone sono molto grate dell'accoglienza ricevuta e ricambiano con larghi sorrisi: Esrom, che ha otto anni, ha fatto del suo meglio da ometto di casa: ha fatto accomodare il vescovo e gli ha offerto una fetta di torta. È bello che si senta a casa: in questi segni cogliamo l'efficacia di un'accoglienza fatta davvero in collaborazione con tante persone e realtà. Certamente sarà impegnativo per l’AMI anche a livello economico ma siamo certi che la provvidenza del Padre verrà in soccorso.

Chi volesse aiutarci  a sostenere le spese per l’accoglienza può farlo al seguente IBAN

Amici Mondo Indiviso odv  IBAN IT 42 P 08542 23700  000000323194 

o direttamente presso il nostro ufficio in  via Minardi 6-Faenza

Per info Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

CORRIDOI UMANITARI: un’alternativa sicura e legale ai viaggi della disperazione

I corridoi Umanitari sono dei progetti iniziati tre anni fa dalla collaborazione fra Conferenza Episcopale Italiana (CEI)-Caritas, Federazione chiese evangeliche, Tavola Valdese e sant’Egidio. Il progetto ha come principali obiettivi evitare i viaggi con i barconi nel Mediterraneo, che hanno già provocato un numero altissimo di morti, tra cui molti bambini; impedire lo sfruttamento dei trafficanti di uomini che fanno affari con chi fugge dalle guerre; e concedere a persone in "condizioni di vulnerabilità"  un ingresso legale sul territorio italiano con visto umanitario e la possibilità di presentare successivamente domanda di asilo.

Il progetto consiste nell’individuare nei campi profughi di Etiopia e Giordania profughi di nazionalità eritrea, somala o siriana e, dopo aver concordato col Ministero degli Interni Italiano, la lista delle persone che avranno diritto all’asilo nel nostro Paese, farli venire in Italia con voli aerei. In tutta sicurezza, sottraendoli ai rischi del viaggio, della permanenza in Libia e della traversata del Mediterraneo. Una volta in Italia queste persone molti dei quali  vulnerabili  e con storie drammatiche di persecuzioni e violenze sono accolte nelle strutture e case delle associazioni, istituti religiosi e privati per un periodo di 12 mesi, estensibili a 18. Si  avvieranno le pratiche per l’ottenimento di un visto umanitario w e si  provvederà, oltre a vitto ed alloggio, a mettere in campo tutte le iniziative volte all’integrazione e all’autonomia di queste persone, proponendo percorsi il più possibili individualizzati dato che si tratta di adulti (mamme per lo più) e di minori di età diverse.

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  Indirizzo

Corso Matteotti 62, Faenza

48018 Italia

  Telefono

+39 0546 29846

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